mercoledì 4 settembre 2013

G-PEN

METTIAMO A CONFRONTO LE TRE MARCHE PRINCIPALI

TACHIKAWA - NIKKO - ZEBRA

Eccoci per una nuova recensione che tratterà, come da titolo, i pennini G delle marche citate sopra.
Prima di parlarvi delle loro singole carattesristiche e metterli a confronto è bene spiegare un po' a cosa servono.
I pennini sono utilizzati per inchiostrare.
Questa tecninca è per lo più utilizzata in Giappone, ma si è diffusa anche in Italia grazie a tutti quegli amanti dello stile giapponese che non si sono accontentati della semplice inchiostrazione con il pennello.
L'inchiostrazione con il pennino è una tecnica abbastanza difficile da adottare per chi è alle prime armi con questo strumento, l'unico modo per impararla è avere pazienza e fare moltissima pratica.
E' solo facendo la pratica che piano piano si troverà il proprio stile di inchiostrazione, la giusta pressione e modulazione del tratto.
Di pennini ne esistono vari tipi, i più usati comunque sono il Saji, il G e il Maru.
In questa sezione, non vi parlerò di tutti e tre questi pennini, ma soltanto del G.
Il G-pen, è usato principalmente per i fumetti per ragazzi, perchè è un pennino che ha un tratto molto modulabile e permette sia di ottenere delle linee molto fine ma anche linee spesse e nette che sono quelle che troviamo nei fumetti shonen. E' proprio lo spessore di quelle linee a rendere al meglio le scene d'azione dei fumetti.
Vi immaginate una scena di lotta con delle linee fine fine? Perderebbe molto di drammaticità e impatto visivo no? ù_ù
Ciò non toglie comunque, che potete utilizzarlo per fare quello che volete anche per uno shojo per esempio, certo in questo caso sarebbe meglio utilizzarli per i contorni delle figure e non per fare occhi e capelli. Questo perchè nello shojo gli occhi sono la fonte di maggiore espressività e i capelli realizzati con linee fini rendono meglio l'idea della fluidità e morbidezza del capello.
Comunque ripeto, alla fine anche l'inchiostrazione come lo stile di disegno è molto personale, quindi è sbagliato dire cosa inchiostrare o non inchiostrare con un determinato pennino.

Ora che abbiamo fatto questa breve introduzione andiamo subito ad analizzare questi pennini principalmente nella loro forma e poi a metterli a confronto per capirne le differenze.

-Tutti i tipi di pennini, prima di utilizzarli devono essere passati per pochi secondi su una fiamma (l'accendino fa al caso nostro), questo fa si che la patina oleosa presente sulla punta svanisca. Se non si effettua questo passaggio noterete che il pennino non prende l'inchiostro, perchè una volta intinto nella boccetta, questa patina oleosa non fa attecchire l'inchiostro sulla punta e questo tende a scivolare via.
Tutti i pennini dopo un lungo utilizzo tendono ad aprirsi, noterete proprio che le due alette che formano la punta si aprono.  A questo punto il pennino va sostituito e potrete riprendere l'inchiostrazione.-

Ci tengo a precisare solo un' altra cosa. Tutto quello che sto per dirvi è basato sulla mia esperienza personale, quindi non prendetelo come una legge suprema, ma semplicemente come un giudizio personale maturato nel tempo in base alle mie passate esperienze con questo strumento.

Il pennino G della Nikko
Questo è il G-pen della marca Nikko, è praticamente il più diffuso e conosciuto. Questo è il pennino che per la maggiore viene utilizzato da chi vuole iniziare ad inchiostrare con la tecnica giapponese.
Come potete vedere ha una forma molto lineare non ci sono zone più fine o più larghe, diciamo che è il pennino che va bene per quasi tutti i tipi di pressione di mano. Per il momento mi soffermo qui su questo argomento. Per spiegare bene quale sia il pennino più adatto ad ogni tipo di mano userò il confronto tra i pennini.


Il pennino G della Tachikawa
Questo è il G-pen della marca Tachikawa, anche questo ultimamente ha preso molto piede ed è arrivato ad essere usato anche da chi si trova agli inizi. Personalmente io lo sconsiglio a chi ancora non è pratico perchè è un pennino molto morbido e se non si ha la mano adatta si rischia solo di buttarlo quasi subito.
A differnza del G-pen della Nikko la sua forma non è lineare continua, ma ha una forma a cono. Tende ad essere più "cicciotto" alla base ed a finire più assottigliato alla punta. Mi rendo conto che in questa foto non si vede benissimo, ma noterete questa peculiarità nella foto finale del confronto. Riparlerò di questo anche dopo, così da non dimenticarlo.


Il pennino G della Zebra
Questo è il G-pen della marca Zebra, sembrerebbe (sentendo in giro altri disegnatori) essere il pennino meno diffuso. I motivi sono svariati, uno dei primi è che un pennino della Zebra costa leggermente di più rispetto agli altri e sembra risultare molto scomodo alla pressione della mano. 
E' il tipo pennino che se non si conosce molto bene il proprio tratto viene subito accantonato. E' l'unico di cui si sente maggiormente dire che non piace, si sa che è un'impressione soggettiva, però data la maggioranza di persone che usano la Nikko, perchè diciamo è un giusto compromesso per tutte le mani, la Zebra come già detto viene scartata a priori senza nemmeno essere provata. Io personalmente uso questa marca e per la mia mano è la scelta migliore. Ora che inizierò a metterli a confronto capirete il motivo della mia scelta.
La sua forma è molto diversa dagli altri due già descritti, non è ne lineare e ne conico, ma tende ad avere una forma diciamo a "farfalla". Da questa foto anche il G della Zebra non si vede bene, però sulla foto sotto noterete proprio come in prossimità degli angoli prima della punta il pennino raggiunge la sua massima apertura.

Veniamo ora alle differenze per capire il perchè scegliere un pennino di una marca rispetto ad un' altra.
Sta volta parto proprio dalla Zebra, che è la marca che utilizzo io, perchè si pone meglio per spiegare bene la pressione della mano sul pennino.
La Zebra è la marca ideale per chi, quando inchiostra, ha un tratto veramente pesante. Fate molta attenzione però, non vuole dire che se avete un tratto pesante quando utilizzate la matita sarà lo stesso anche per l'inchiostrazione. Fate prima una prova con un Nikko perchè vi ripeto è il migliore con cui capire il proprio tratto di inchiostrazione.
Io personalmente quando disegno con la matita ho un tratto leggerissimo, infatti uso una mina morbida 2B altrimenti non vedo davvero nulla. Mentre quando inchiostro è totalmente l'opposto, ho un tratto molto pesante.
Torniamo al pennino, ora vi mostro tramite l'ausilio di una foto perchè utilizzare la Zebra se si ha un tratto pesante.


Partiamo prima con il mostrare un'altra carattetiristica dello Zebra che favorisce il suo uso per le pressioni più forti. Noterete che ho cerchiato con il rosso i due tagli che hanno tutti i pennini sulle "ali". Nella Zebra questo spazio è leggermente maggiore rispetto alle altre, ed è proprio grazie a questo spazio e dalla maggiore apertura delle ali che permette l'utilizzo alle mani più pesanti.
Vediamo bene il perchè con un altra foto.


La forte pressione esercitata sul pennino Zebra viene scaricata come potete vedere dalle frecce rosse sulla foto. Una parte della forza impressa sulla punta del pennino viene indirizzata sulle ali per poi disperdersi quando incontra quel piccolo taglio all'angolo "dell'ala"
quindi sulla punta che andrà a contatto col foglio arriverà una forza minore di quella impressa dalla mano all'inizio.
Grazie a questo scarico di forze eviterete praticamente di fare i solchi sul foglio, potrete modulare senza problemi il tratto e la punta del pennino vi durerà di più, senza costringervi a doverla buttare  dopo un solo disegno a causa del vostro tratto pesante.

Partendo ora da questa spiegazione sarà più facile capire perchè gli altri due pennini sono più adatti per un tratto più morbido.
Vediamo intanto la foto
Nella foto ora potete vedere le tre marche messe a confronto e finalmente noterete da voi le diverse forme dei pennini. Nikko- molto lineare e continuo come forma; Tachikawa- forma a cono; Zebra- forma a "farfalla".
Credo che dall'esempio di prima, molti di voi avranno già capito perchè ho detto che la Tachikawa è sconsigliata come primo pennino data la sua eccessiva morbidezza, comunque ora lo spieghiamo bene nel dettaglio.
Nikko - il motivo per cui va bene per quasi tutte le pressioni di mano è proprio per la forma lineare. La forza che arriva sulla punta è come quella impressa dalla mano non subisce variazioni. A causa di questo fattore, chi avrà una pressione piuttosto leggera otterrà per lo più linee fine, mentre chi ha una pressione maggiore, otterrà per lo più linee spesse con la conseguente usura del pennino in un tempo piuttosto breve, ma comunque riutilizzabile dopo la prima volta.

Tachikawa - il motivo per cui sconsiglio questa marca come primo utilizzo e il motivo per cui la deve usare solo chi ha un tratto morbido è perchè questo pennino è veramente sensibile.
Data la sua forma a cono la forza che arriverà alla punta sarà leggermente superiore a quella impressa in partenza dalla mano perchè le forze vengono convogliate tutte nella punta senza scaricare. Noterete anche la differenza con il Nikko. Mentre nel Nikko le forze percorrono tutto il contorno del pennino avendo anche degli angoli che le "frenano", quello della Tachikawa le convoglia tutte sulla punta, quindi una pressione troppo forte e lo aprite a metà.
Però posso assicurarvi che per chi ha un tratto morbido questo pennino riesce a far creare delle linee che sono uno spettacolo per gli occhi.

Piccola nota: io quando ho utilizzato questo tipo di pennino l'ho distrutto! Non sto scherzando! Finita l'illustrazione l'ho dovuto buttare, era aperto a metà. Le due alette della punta si erano completamente separate, la distanza era di un millimentro e mezzo O.o

Anche questa recensione è giunta al termine, spero che grazie alle mie esperienze magari, potrete trovare un piccolo aiuto su quale pennino scegliere se ancora siete indecisi.
Ciao^^ 

lunedì 29 aprile 2013

PUBLICATIONS

2013


-Illustrazione pubblicata 
sulla rivista "Enchanting 2013", 
edita da Edizioni Arcadia. / illustration published
the journal "Enchanting",  

published by Edizioni Arcadia.






2012



-Illustrazione pubblicata 
sulla rivista "Sexy & Chaotic 2012", 
edita da Edizioni Arcadia. / illustration published
the journal "Sexy & Chaotic 2012",
published by Edizioni Arcadia.